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Novità

Dvd

“La linea Gustav: Chieti e provincia”

Autori

Fabrizio Franceschelli

Anna Cavasinni

Argomento

Nato da un’antica idea  di Fabrizio Franceschelli, questo Reportage è il primo di una serie di documenti  che stiamo realizzando nell’Italia centro-meridionale sulla Linea Gustav e sul  rapporto con la Guerra, così come è stata vissuta dalle popolazioni civili e rurali, dal 1943 al 1944.
La provincia di Chieti e i territori limitrofi si sono venuti a trovare, per la prima volta nella storia d’Italia, in una posizione centrale rispetto a tutta una serie di avvenimenti che avrebbero condizionato i successivi sessanta anni di vita politica, economica e militare, sociale, religiosa e culturale dell’intero Paese.
Ci riferiamo al passaggio e alla partenza del re, alla liberazione di Mussolini, all’arrivo e ai combattimenti fra eserciti di razze e di nazioni diverse, alla guerra civile che seguì fino al 25 aprile del ’45.
Ma, se abbiamo considerato che questi fatti, sia pure separatamente, sono sempre stati studiati e diffusi attraverso il cinema e la stampa, i mezzi radiotelevisivi e lo spettacolo, abbiamo però rilevato che poco o niente è stato detto su chi ha dovuto vivere, suo malgrado, tutti gli stenti, le privazioni e i lutti di una guerra in casa non desiderata.
Tutti costoro hanno diritto di parola e di visibilità. Noi tutti abbiamo il dovere di stare ad ascoltarli.

Cosa c’e’ nel dvd

  1. “La Guerra in Casa” (durata105’) – Reportage storico e socio-antropologico sulla Linea Gustav in provincia di Chieti. Regia di Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli
  2. Back Stage (durata 25’) – sui luoghi e sui personaggi legati alla realizzazione del reportage “La Guerra in Casa”, realizzato da Tommaso Basti

Motivazione

Perché non ci si trovi più coinvolti in guerre assurde e perché i nostri figli non vengano più a trovarsi nelle condizioni disumane sopportate dai loro nonni nel corso della Seconda guerra mondiale.
Perché, quando si sente parlare di guerra da portare altrove, qualunque ne sia il motivo, si comprenda appieno quanto sia concreto il rischio di ritorsioni, quanto sia verosimile che tale guerra ritorni indietro come un boomerang, torni proprio in casa di chi l’ha scatenata, e con effetti devastanti.
Perché si capisca che fare la guerra non è come giocare con un videogame.
Perché si conosca quanto fossero armoniosi ed eleganti, prima della guerra, le città e i paesi d’Abruzzo; quanto ci si tenesse all’arredo urbano; quanto sia stata grave l’opera devastatrice compiuta dai bombardamenti dell’esercito anglo-americano e dalla capillare e metodica strategia della “terra bruciata” messa in atto dai nazisti.
Perchè i giovani, attraverso la conoscenza, imparino ad apprezzare di più la cultura, le cose e le persone sopravvissute a un passato durissimo e dunque ad amarle e a rispettarle con maggiore consapevolezza.

Il metodo

Dopo lunghi anni di ricerche sul territorio regionale e su quello più ampio dell’intera penisola, consultati i testi, i saggi storici e gli atlanti di grande diffusione e poi una quantità davvero notevole di scritti di studiosi locali, ci siamo decisi ad effettuare sopralluoghi lungo una fascia di territorio rappresentativa.
Siamo andati così a parlare con gli amministratori, con gli studiosi, con i testimoni, con i protagonisti. Siamo andati a guardare e a fotografare i luoghi, a sentire i racconti.
Come spesso accade, abbiamo anche incontrato qualcuno ostile o qualcun altro meno sensibile che non ha potuto o voluto capire il senso del nostro lavoro di indagine.
Ma, in generale, siamo stati largamente soddisfatti per la grande disponibilità di quasi tutti i soggetti contattati e già la prima ricognizione ha dato dei risultati incoraggianti.
A questo lavoro è seguita la rielaborazione dei dati e la enunciazione di un elenco di domande e di osservazioni.
Nel corso di sette mesi abbiamo registrato 108 interviste, effettuate con due telecamere Sony DVCam accoppiate, su fondale scuro e sistemando gli intervistati su una medesima sedia pieghevole.
L’illuminazione e lo stile di ripresa sono stati uguali per tutti gli intervistati.
Unica eccezione è l’intervista sulla figura e l’opera di Mons. Venturi, realizzata con l’arcivescovo della Diocesi di Chieti e Vasto, S.E. Bruno Forte, in una sala della Curia di Chieti e con luce ambiente, perché non trattasi di testimone diretto o protagonista dei fatti, ma di studioso e successore di Venturi.
Nei luoghi dove si svolsero i fatti, con l’aiuto delle popolazioni locali (in particolare con quella di Roccamontepiano), delle Pro Loco e di compagnie di teatro amatoriali, abbiamo infine ricostruito con mezzi poveri molte scene, in maniera conforme ai racconti degli intervistati, per meglio sollecitare la sfera emotiva dello spettatore.
Intanto si procedeva alla trascrizione integrale delle interviste, alla stesura del libro che accompagna questo DVD, alla ricerca accurata e capillare di materiali filmati di repertorio e alla realizzazione degli inserti di computer grafica che molto impreziosiscono il reportage.

Territori esplorati

Area geografica

A sud: da Lanciano a Casoli, a Gessopalena, a Torricella Peligna, a Palena
A ovest: da Taranta Peligna a Lama dei Peligni, a Fara S. Martino, a Palombaro, a Guardiagrele.
A nord: da Roccamontepiano a Chieti, a Miglianico e a Tollo
A est: da Pescara a Francavilla a mare, a Ortona, a Fossacesia.