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“Chieti Città Aperta”

Secondo episodio di una serie di documenti (libro + DVD) che stiamo realizzando nell’Italia centro-meridionale, con particolare riguardo all’Abruzzo e ai territori ad esso collegati. Durante il secondo conflitto mondiale Chieti diventa il centro di alcuni importanti avvenimenti.
Il 9 settembre 1943, dopo l’armistizio, lo Stato Maggiore del Regio Esercito si scioglie a Chieti e il Re, con il suo seguito, parte dal porto di Ortona alla volta di Brindisi.
Ufficiali e soldati allo sbando, insieme con un gruppo di partigiani, costituiscono presso la fornace Pietro Falco a Chieti la Banda Palombaro, un nucleo di resistenza ai soprusi nazisti e fascisti.
La città accoglie più di settantamila sfollati dalla provincia e Mons. Venturi, Arcivescovo di Chieti, dopo vari tentativi, riesce ad ottenere per Chieti lo stato di “città aperta” salvando così più di centomila persone da ulteriori, pericolosi disagi. Anche il Podestà Gasbarri fa il possibile per aiutare la popolazione.
L’11 febbraio, con un processo farsa celebrato dal tribunale tedesco, vengono fucilati gli ultimi superstiti della Banda Palombaro,
Molti patrioti si uniscono alla Brigata Maiella che entrerà vittoriosa a Bologna il 21 aprile 1944.