Get Adobe Flash player
Translator
Novità

La Guerra in Casa

Il principio ispiratore del nostro lavoro di ricerca sulla Seconda guerra mondiale in Abruzzo è un sentimento di pace. Le giovani generazioni ne hanno purtroppo una scarsa consapevolezza e questo è un problema.

Quella guerra che, per un anacronistico e assurdo sogno di dominio, nel giugno del 1940 avevamo scatenato contro popolazioni non ostili con il progetto di conquistare tutto il bacino del Mediterraneo si ritorse contro il nostro paese, sopraffacendoci con una violenza che nessuno avrebbe mai immaginato. Non era più il tempo dei combattimenti con la baionetta, delle trincee o delle cariche di cavalleria.

Adesso i campi di battaglia coinvolgevano paesi e città, popolazioni civili, donne, vecchi, bambini, tutto distruggendo, con armamenti di potenza mai vista prima e con una ferocia, una spietatezza disumane. Non si temeva più il giudizio degli uomini né quello di Dio. L’uomo tutto poteva, in nome di una presunta superiorità razziale, in nome di un totale dominio dell’uomo sull’uomo. E fu con tali principi ispiratori e con tali modalità che in Abruzzo arrivò la guerra.

L’Abruzzo era stato un po’ fuori dei grandi flussi economici e politici, per la sua particolare collocazione geografica, e per questo era stata designata quale area principe nell’accogliere campi di internamento. Forse in virtù di quel suo storico isolamento ci si illudeva che qui da noi la guerra non sarebbe mai arrivata. E invece arrivò e ci fu La Guerra in Casa. E distrusse intere famiglie, cambiò totalmente la fisionomia di paesi e città, sconvolse i centri abitati quanto le zone rurali. E dall’Abruzzo partirono giovani ignari del mondo, per andare a difendere la Patria, e molti di essi non fecero più ritorno.

Finora più di quaranta comuni e più di trecento intervistati ci hanno ospitato e aiutato per le nostre ricerche e ci hanno raccontato la tragedia della Guerra in Casa. E ne abbiamo tratto sei Dvd e quattro libri. E il nostro lavoro di ricerca prosegue…