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“Il sangue dei Limmari”

Si tratta di una terribile e semi-sconosciuta strage nazista avvenuta a Pietransieri, in Abruzzo, durante le Seconda guerra mondiale. Pietransieri è un piccolo borgo di cinquecento abitanti, frazione di Roccaraso, ma fino al 1800 era un comune autonomo. Gli abitanti vivevano di agricoltura e di pastorizia in una zona un po’ appartata a ridosso del fiume Sangro. Nessuno poteva immaginare che la guerra sarebbe arrivata proprio lì, tra i monti, tra gente così parca e semplice. Eppure è stata proprio la posizione geografica del paesino a determinarne la distruzione. Lungo il fiume Sangro, infatti, correva la Linea Gustav, quella linea immaginaria che divideva l’Italia in due: da una parte i tedeschi in ritirata e dall’altra gli alleati che avanzavano. Attorno alla metà di novembre l’Armata del maresciallo Montgomery aveva raggiunto le sponde meridionali del fiume. Per motivi e in circostanze ancora da chiarire, per mano di reparti militari del Terzo Reich e con modalità ancora da precisare, Pietransieri che era occupata dai tedeschi subì per sei giorni consecutivi una decimazione di civili innocenti che culminò con la strage del 21 novembre presso quattro casali della zona dei Limmari: furono uccisi 110 civili in una mattina, donne, bambini e anziani. La popolazione è tuttora sconvolta perché intere famiglie sono state colpite pesantemente e nel piccolo borgo ci si chiede ancora perché. La Procura di Monaco di Baviera ha effettuato delle indagini sul luogo, ma non se ne conoscono ancora i risultati.